La depressione può manifestarsi in varie forme: può essere di grado lieve o grave, di durata breve o persistente, dovuta in prevalenza a circostanze ambientali o a una predisposizione biologica. Quando è grave, può essere paralizzante: priva di gioia ogni cosa, rovina le relazioni con gli altri, interferisce con il lavoro e fa desiderare la fine dell’esistenza. Ma anche quando il grado è lieve ci impedisce di apprezzare la vita e goderne veramente.

    Molti pensano che la depressione si manifesti come una profonda malinconia, mentre invece può tradursi in una misteriosa perdita di energia e interesse. Ci si può lasciare turbare da piccole cose, ci si può sentire in colpa per ciò che si pensa o si fa, o si può essere indecisi, pessimisti o tormentati da pensieri autocritici.

    Talvolta la depressione si accompagna a sintomi fisici come l’insonnia o l’eccesso di sonno, l’irrequietezza, la perdita di interesse per il sesso oppure l’aumento o la riduzione dell’appetito; altre volte i suoi effetti possono essere così sottili che tutto ciò che si percepisce è un po’ di noia, di inquietudine o di distacco. È quindi utile chiedersi quale sia la differenza tra tristezza e depressione e Ronald D. Siegel è arrivato ad una conclusione che condividiamo: “La tristezza ha un che di vivo e fluido, ed è un aspetto essenziale di una vita piena, mentre la depressione ha un che di immobile e letale, e impedisce di vivere.”

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