Cos’è esattamente l’ansia?
    Secondo i ricercatori ciò che noi chiamiamo “ansia” è in realtà un fenomeno che coinvolge tre processi interconnessi tra loro: uno fisiologico, uno cognitivo e uno comportamentale.

    L’aspetto fisiologico dell’ansia lo sperimentiamo sotto forma di sensazioni corporee. Possiamo avere tachicardia, respiro corto, senso di confusione, mani sudate, irrequietezza, stanchezza, tremori, tensione muscolare, un “nodo in gola” oppure cefalea, mal di stomaco, dolori alla schiena e molti altri disturbi fisici correlati allo stress. Questi effetti possono essere lievi nel senso che ci creano qualche disagio di tanto in tanto oppure quotidiani.

    L’aspetto cognitivo si manifesta sotto forma di preoccupazioni che ci spingono ad immaginare scenari disastrosi che ci impongono di pensare ai mille modi per scongiurarli. Il terzo aspetto dell’ansia è il comportamento evitante. Ovviamente tutti noi cerchiamo di evitare le situazioni che suscitano reazioni fisiologiche sgradevoli e pensieri penosi. Quindi quando siamo ansiosi finiamo per limitare la nostra vita, evitando attività e situazioni che prevediamo possano metterci ancora più in ansia. Purtroppo però in questo modo la situazione solitamente peggiora: evitando ciò che temiamo finiamo per rafforzare l’idea che il pericolo sia reale.

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