Al cinema ossessioni e compulsioni sono divertenti.
    Quando Melvin Udall, alias Jack Nicholson, apre l’armadietto del bagno, scarta una delle 50 saponette nuove di zecca e impilate con cura, la usa per lavarsi sotto l’acqua bollente e quindi la getta via, gli spettatori non trattengono una risata. Il protagonista non dimentica mai di girare per cinque volte la chiave nella toppa e non esce mai di casa senza le sue posate di plastica, ossessionata dal timore che quelle del ristorante possano essere sporche. Scavalca poi con estrema precisione le fessure presenti sul manto stradale, imitato, con gran diletto degli spettatori, dal suo cagnolino.
    Le fissazioni dello strambo protagonista della commedia Qualcosa è cambiato sono dovute ad un disturbo ossessivo compulsivo (D.O.C.), il disturbo psichico più frequente dopo le depressioni, le fobie e le dipendenze.

    Le ossessioni sono tutti quei contenuti ideativi che si inseriscono insistentemente nel flusso dei pensieri contro la volontà del soggetto, il quale non riesce a sopprimerli pur riconoscendoli come assurdi. I pensieri ossessivi causano disagio e sono sempre accompagnati dal tentativo di resistervi. Gli atti compulsivi sono invece comportamenti finalizzati e intenzionali, eseguiti secondo determinate regole al fine di scongiurare un pericolo immaginario o di ridurre uno stato di inquietudine. Le forme più frequenti e anche più note con cui si manifesta il disturbo ossessivo-compulsivo sono le compulsioni di lavaggio o di pulizia e le compulsioni di controllo.

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